Mercoledì 16 maggio è stato presentato il progetto “L’acqua che bevo” realizzato con ARPA Umbria. La presentazione è avvenuta come evento d’apertura dell’Umbria Water Festival ed ha suscitato l’interesse della stampa (leggi articolo) per l’innovativa operazione di trasparenza verso i cittadini che il progetto rappresenta.
Ci siamo sempre chiesti quanto l’acqua dei nostri rubinetti sia buona. Ma già solo in questa prima fase s’inciampa nel significato ambiguo delle parole!
Cosa significa veramente buona? L’opinione di un sommelier dell’acqua o l’opinione di un laboratorio dopo aver analizzato vari parametri chimico-fisici e batteriologici?
Gusto o di qualità? Certo “de gustibus non disputandum est”! Ma se parliamo di qualità le cose cambiano notevolmente.
Inizia così l’incredibile esperienza di un progetto con ARPA Umbria, le cui parole sembrano uno slogan pubblicitario: bere l’acqua dei propri rubinetti è molto più sicuro ed ecologico di quella “PET imbottigliata”!
In Umbria si fanno più di 100.000 analisi all’anno su una rete di oltre 1.500 punti di controllo per garantire più di 300 litri di dolce e fresca acqua.
E per un’operazione così importante non poteva mancare una “GIS Action”: analisi, parametri chimico-fisici e batteriologici, serie storiche ma soprattutto tanta geografia!
Pensiamo che a breve ogni cittadino umbro potrà, con più coscienza e soprattutto con più serenità, bere un bicchiere d’acqua con un pizzico di GOV 2.0 e di GIS.
Tutto questo perché abbiamo avuto l’opportunità di progettare e realizzare ciò che farà capire a tutti la differenza tra “gustibus” e qualità.
Il progetto è stato presentato anche nel corso della 13 Conferenza Internazionale Utenti Esri da Roberto Crea nella sessione “Migliorare la Qualità di Vita” come esempio di fusion center e silverlight e nella sessione SALUTE SANITÀ E AMBIENTE la presentazione del portale “L'ACQUACHEBEVO: Portale per l'Informazione Pubblica sull'Acqua Potabile Umbra”.