Il progetto nasce dalla necessità di modernizzare e rendere trasparente la salvaguardia del patrimonio agricolo umbro. Grazie alla collaborazione tra il Parco Tecnologico Agroalimentare dell'Umbria (3A-PTA) e TeamDev Ecosystem, la gestione della biodiversità regionale è stata trasformata in un ecosistema digitale aperto. L'iniziativa, finanziata dai fondi PSR/CSR (Misura SRA16), rappresenta un passo avanti decisivo nella trasformazione di anni di monitoraggi tecnici in uno strumento di libera consultazione per cittadini e amministrazioni.
Che cos’è la Rete di Conservazione e sicurezza regionale
Il cuore del progetto è la Rete di Conservazione e Sicurezza regionale, istituita ufficialmente dall’Art. 69 della Legge Regionale 12/2015.
Si tratta dello strumento operativo che garantisce la sopravvivenza di specie e razze a rischio estinzione, consentendo di censire e monitorare diverse categorie di pregio: risorse vegetali arboree ed erbacee, mammiferi, avicunicoli, l’ape ligustica e persino risorse microbiche. La Rete non è un semplice elenco tecnico, ma un modello di conservazione dinamica che si divide in:
- Conservazione in situ: gestita da circa 230 “Agricoltori Custodi”, enti e cittadini che mantengono le risorse direttamente nel loro ambiente naturale.
- Comunità attiva: un insieme di soggetti che tutelano l’identità agricola umbra, favorendo lo scambio di conoscenze.
- Censimento multidisciplinare: la Rete monitora risorse vegetali (arboree ed erbacee), mammiferi, avicunicoli, l’ape ligustica e persino risorse microbiche.
Perché la componente geografica è essenziale
In un progetto di salvaguardia genetica, il “dove” è fondamentale quanto il “cosa”. La componente geografica è essenziale per:
- Identificazione storica: permette di mappare realtà di straordinario valore, come i castagneti secolari di Norcia, legandoli indissolubilmente al loro contesto territoriale.
- Pianificazione operativa: consente di gestire con precisione la distribuzione del materiale di propagazione e di monitorare la diffusione delle specie sul territorio.
- Tracciabilità e trasparenza: trasforma dati complessi in mappe interattive che permettono a chiunque di localizzare i custodi di una specifica varietà, rendendo misurabile l’impatto della tutela.
L’applicativo GIS
L’infrastruttura tecnologica si basa su un applicativo GIS che integra il lavoro sul campo con la pubblicazione dei dati:
- Monitoraggio in tempo reale: I tecnici del Parco 3A utilizzano un applicativo dedicato direttamente sul campo, permettendo l’archiviazione istantanea dei dati (coprendo già il 70% dei soggetti iscritti).
- Database georeferenziato: I dati vengono elaborati in una piattaforma (basata su tecnologia ArcGIS Experience) che permette di filtrare le informazioni per comune o tipologia di risorsa.
- Accessibilità: Lo strumento funge da “bussola” digitale, rendendo accessibili a tutti informazioni precedentemente confinate a database tecnici.
Benefici
L'adozione di questo sistema digitale porta vantaggi concreti a più livelli:
- Per la comunità: maggiore consapevolezza del patrimonio agricolo e facilità nel reperire varietà antiche o razze locali.
- Per i custodi: valorizzazione del proprio ruolo e partecipazione a una rete di scambio attiva che previene l'isolamento degli agricoltori.
- Per il territorio: una protezione più efficace "in situ" delle risorse genetiche, garantendo che l'identità rurale dell'Umbria non vada perduta.
- Per la scienza: un monitoraggio costante e preciso che permette di riscoprire varietà semi-sconosciute e di pianificare interventi di salvaguardia mirati.





