Come TeamDev, al fianco di Latitudo 40, contribuisce a un nuovo modello di pianificazione urbana che unisce tempo e comfort ambientale, finanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana
Le città affrontano oggi una sfida crescente: rendere la mobilità urbana più efficiente, ma anche più sostenibile e sicura per la salute di chi la vive ogni giorno. Un percorso più breve non è sempre il percorso migliore, se attraversa zone esposte a isole di calore, inquinamento o carenza di verde stradale — un problema che riguarda in particolare la mobilità dolce e la micromobilità.
Da questa esigenza nasce Green Navigator for New Soft Mobility, progetto finanziato nell’ambito del bando ASI “Innovation for Downstream Preparation – Market”, promosso dall’Agenzia Spaziale Italiana a supporto della gestione dei trasporti e della sostenibilità della mobilità. Proponente del progetto è Latitudo 40, con TeamDev coinvolta come subcontraente, per una durata prevista di 18 mesi.
L’obiettivo è creare un nuovo strumento di pianificazione dei percorsi urbani, capace di identificare itinerari ottimizzati per la mobilità sostenibile, affiancato da un modello per la classificazione delle zone cittadine e da un supporto alla pianificazione delle fermate del trasporto pubblico.
La tecnologia alla base del progetto
Il cuore del progetto è l’analisi continua di immagini satellitari, da cui vengono generati dataset affidabili, a risoluzione inferiore ai 10 metri, su tre dimensioni chiave della qualità urbana: isole di calore, inquinamento e verde stradale.
Questi dati alimentano una nuova funzione di impedenza ambientale, applicata al calcolo del percorso di minor costo: un algoritmo che non si limita a minimizzare il tempo di percorrenza, ma considera anche l’esposizione ai rischi per la salute lungo il tragitto.
Su questa base, il progetto sviluppa come contributo innovativo il paradigma c-minute city (comfort-minute city): un’estensione del modello “15-minute city” che introduce, accanto alla distanza temporale dei servizi, la variabile del comfort termico-ambientale del percorso.
Il servizio sarà reso disponibile attraverso tre canali: un’App mobile per cittadini e utenti, un’API integrabile nei sistemi di navigazione esistenti (operatori di mobilità sostenibile e piattaforme MaaS), e una dashboard dedicata a città e operatori.
Il contributo di TeamDev. All’interno del progetto, TeamDev partecipa ai work package WP4000 e WP5000. Nel WP4101 “Sviluppo Soft Mobility Dashboard for Cities”, integra il Green Navigator e sviluppa le dashboard sui dati di esposizione e mobilità, facendo leva sull’esperienza maturata con la piattaforma WiseTown.
Nel WP5101 “Test di integrazione e Pilota”, cura i test funzionali e non funzionali delle componenti software e la conduzione dei test sulle città pilota, validando la coerenza dei dati con i rilievi sul campo e raccogliendo il feedback degli utenti.
Perché questa tecnologia conta
I dati satellitari a risoluzione sub-10 metri permettono, per la prima volta, di trattare il comfort ambientale come una variabile dinamica e continuamente aggiornata all’interno degli algoritmi di instradamento, non più un dato statico o storico. Questo rende possibile il salto dal semplice “percorso più breve” al “percorso più vivibile”, una distinzione decisiva per chi si sposta a piedi, in bicicletta o in micromobilità, molto più esposto alle condizioni ambientali rispetto a chi viaggia in auto.
Il paradigma c-minute city segna così un’evoluzione rispetto ai modelli di pianificazione urbana esistenti: non si limita a misurare l’accessibilità ai servizi, ma la mette in relazione con la qualità dell’esperienza di spostamento.
I benefici
Per i cittadini, il vantaggio è immediato: chi si muove a piedi, in bicicletta o con la micromobilità può scegliere percorsi che riducono l’esposizione a caldo eccessivo, inquinamento e aree prive di verde, senza rinunciare all’efficienza del tragitto.
Per le città e gli operatori di mobilità, il progetto fornisce un quadro dinamico e georeferenziato dell’esposizione ambientale a livello di quartiere, utile per orientare decisioni di pianificazione — dalla localizzazione delle fermate del trasporto pubblico all’individuazione delle aree su cui intervenire con verde urbano o mitigazione del calore.
Le dashboard possono diventare strumento per l’amministrazione per una corretta pianificazione della mobilità pubblica. A titolo esemplificativo lo strumento potrebbe essere utilizzato per individuare zone della città dove risulta necessario implementare nuove fermate di mezzi pubblici, per evitare percorsi pedonali verso i servizi attraverso isole di calore
Il paradigma c-minute city offre inoltre uno strumento per confrontare in modo oggettivo l’accessibilità “temporale” e quella “di comfort” di uno stesso quartiere, rendendo misurabile un aspetto della vivibilità urbana finora difficile da comunicare.
Infine, l’integrazione tramite API con i sistemi di navigazione e le piattaforme MaaS esistenti consente al modello di scalare oltre l’app dedicata, portando il criterio ambientale dentro gli strumenti già usati ogni giorno da cittadini e operatori.






